Attenzione ai controlli sulla normativa antincendio

Dopo la tragedia di Crans Montana era inevitabile che si innalzasse l'attenzione sulla sicurezza antincendio nei locali pubblici e così è stato. La normativa esiste da tantissimi anni, con indicazioni chiare e di buon senso, ma a quanto pare manca il rispetto della stessa e i controlli. E allora, come riportato nel dettaglio nell'articolo del Corriere,  il Ministro dell'Interno ha dato indicazioni specifiche.

La direttiva ai prefetti

In sintesi il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha inviato una direttiva ai prefetti per aumentare i controlli sulla sicurezza nelle discoteche e nei locali pubblici dopo la tragedia di Capodanno a Crans Montana. Le nuove misure prevedono verifiche più stringenti sulle norme antincendio e incontri specifici dei Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione dei Vigili del Fuoco, delle associazioni di categoria e dell'Ispettorato del Lavoro. I prefetti dovranno impartire indicazioni mirate per intensificare i controlli, assicurare il rispetto delle normative e prevenire esercizi abusivi. Sarà rafforzata la collaborazione tra Vigili del Fuoco, Ispettorato del Lavoro, Polizia locale e uffici di polizia amministrativa delle Questure.

E se anche l'oggetto primario dei controlli è limitato a discoteche e locali pubblici, state pur tranquilli che in tutte le visite a tappeto che l'Ispettorato sta facendo sulle aziende in generale non mancherà di verificare questa tematica. Allora forniamo di seguito uno prospetto sintetico dei presidi antincendio che tutte le aziende devono gestire per garantire un livello minimo di conformità. 

Kit minimale per la conformità alla normativa Antincendio

Di seguito riportiamo quelli  che secondo noi sono gli adempimenti minimi indispensabili in ottica antincendio di cui tutte le aziende dovrebbero disporre.

  1. Squadra Antincendio: in base alla tipologia di attività, dimensione, turnazione, orari ecc. è necessario identificare un numero di Addetti Antincendio adeguato che sia in grado di coprire ragionevolmente tutto l'orario di apertura dell'attività (e qui si apre il tema, che resta aperto, di come gestire la squadra in caso di smart working "spinto). Gli addetti devono essere identificati all'interno di un organigramma della sicurezza, noti a tutto il personale, incaricati con apposita nomina e formati in base al livello di rischio incendio dell'azienda con cadenza quinquennale. Uno dei loro compiti è quello di effettuare e registrare i controlli periodici interni (meglio se mensili) sui presidi antincendio, che noi abbiamo inserito nel nostro modello di nomina. Questi controlli sono pensati proprio per evitare gli eventi di Capodanno: non si trova l'estintore, non funziona l'impianto di rilevazione, l'uscita di sicurezza è chiusa, ecc
  2. Planimetria / Piano di emergenza con verbale di evacuazione: in qualsiasi tipologia di realtà non deve mancare la planimetria di emergenza con la chiara indicazione delle vie di fuga e del posizionamento dei presidi antincendio. Ci sono però delle situazioni in cui la planimetria non basta e bisogna avere il piano di emergenza , da cui si devono trarre le indicazioni operative per tutto il personale e i visitatori. Queste situazioni sono:  Aziende con più di 10 dipendenti  - Luoghi di lavoro aperti al pubblico con più di 50 persone in contemporanea -  Attività soggette al controllo dei VVFF o con rischi specifici .   Queste stesse realtà devono effettuare almeno una volta all'anno (alcune tipologie di attività anche con maggior frequenza) la prova di evacuazione e verbalizzarla
  3. Valutazione del rischio incendio: fra i rischi da valutare c'è ovviamente anche quello incendio e le aziende vengono distinte su tre livelli (1-2-3) in base al livello di rischio. Le aziende a livello 1 (una volta noto come basso) possono avvalersi della valutazione semplificata prevista dal Mini Codice se rispettano i seguenti requisiti: Affollamento complessivo < 100 occupanti presenti - Superficie lorda complessiva < 1000 m2 - Piani situati a quota compresa tra -5 e 24 m – Assenza di quantità significative di materiali combustibili o sostanze o miscele pericolose – Assenza di lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio - Non soggette ai controlli dei VVFF.  Tutte le aziende che non rispettano questi parametri dovranno fare la valutazione secondo il Codice di prevenzione Incendi e rientreranno almeno nel livello di rischio 2 (ex livello medio). 
  4. Attività soggette al controllo dei VVFF (SCIA antincendio o CPI):  vi è poi una lista di attività definita dal decreto 151/2011 che sono soggette al controllo dei VVFF, ossia  che per essere conformi dal punto di vista AI devono presentare la SCIA/il progetto antincendio al comando dei VVFF di zona per approvazione. In base alla categoria di appartenenza dell'azienda ( A-B-C) è prevista o meno l'uscita dei VVFF prima dell'emissione del parere. 
  5. Registro Antincendi: tutte le aziende devono infine disporre del registro antincendio dove devono essere riportati , a cura del datore di lavoro, i controlli effettuati su tutti i presidi antincendio: estintori, idranti, luci di emergenza, porte REI, maniglioni antipanico, allarmi, rilevatori. Il registro deve riportare tutti i presidi presenti in sede e generalmente dispone di diverse schede, suddivise per tipologia di presidio, dove vanno annotati la data del controllo e il manutentore che l'ha effettuato (il quale comunque vi lascerà il suo rapporto di controllo).
  6. Qualifica del Tecnico Manutentore Antincendio: a partire da settembre 2026 i manutentori dovranno disporre di abilitazione formale per la manutenzione delle diverse tipologie di impianto (ottenuta con appositi corsi di formazione). Responsabilità del Datore di lavoro è quella di verificare che i suoi manutentori siano effettivamente abilitati per gli impianti che devono controllare. 
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