Il potere nascosto della “sicurezza psicologica” nei processi di comunicazione
Nel mercato competitivo attuale le aziende investono massicciamente nella ricerca dei migliori talenti, convinte che la somma delle competenze individuali sia la formula matematica per il successo. Eppure, molti team composti da dipendenti brillanti falliscono, mentre altri, apparentemente meno straordinari sulla carta, raggiungono risultati eccezionali. Cos'è che fa davvero la differenza?
La risposta non risiede nelle competenze tecniche, ma in una dinamica relazionale profonda: la sicurezza psicologica.
Cos'è la sicurezza psicologica
Il concetto di “sicurezza psicologica” è stato coniato dalla professoressa Amy Edmondson, dell’Università di Harvard e definisce la sicurezza psicologica come "La convinzione condivisa che il team sia un ambiente sicuro per l'assunzione di rischi interpersonali."
In altre parole, significa che all'interno del gruppo ciascuno si sente libero di comunicare la propria opinione o di esprimere un dubbio senza temere di essere umiliato, punito o deriso dai propri colleghi o dai responsabili, anche se esprime un'idea fuori dal coro o se fa una domanda apparentemente ingenua. Non si tratta di abbassare gli standard di rendimento: al contrario, la sicurezza psicologica è il prerequisito fondamentale per poter pretendere il massimo dai collaboratori, poiché elimina il freno a mano della paura.
La tesi della Edmonson è stata successivamente provata da una ricerca significativa, durata diversi anni, condotta da Google, il “Progetto Aristotele”. La ricerca si proponeva di dare una risposta a questa domanda “Cosa rende un team produttivo?”.
I dati emersi dallo studio sono stati categorici: i team di Google con alti livelli di sicurezza psicologica non solo registravano un tasso di abbandono inferiore e una maggiore capacità di accogliere idee diverse, ma superavano sistematicamente gli obiettivi di performance (nelle divisioni vendite, ad esempio, i team "sicuri" superavano i target di ricavi del 17%, mentre quelli con scarsa sicurezza psicologica registravano performance inferiori fino al 19%). Infatti, quando le persone non hanno paura di esporsi, si attivano delle dinamiche organizzative che influenzano direttamente il business, quali:
- la proposta di idee innovative;
- la velocità di correzione degli errori, che vengono analizzati e considerati come un’occasione di apprendimento;
- la velocità di correzione degli errori, che vengono analizzati e considerati come un’occasione di apprendimento;
Qualche indicazione per le aziende
Ma come può fare, dunque, un’azienda a favorire questo processo ed a rendere i propri team più produttivi?
Per prima cosa è essenziale che ogni azienda definisca una politica a tolleranza zero verso tutte le forme di aggressività, compresa l'aggressività verbale (sarcasmo punitivo, urla, interruzioni sistematiche, svalutazione pubblica etc.).
Per scoprire se nel proprio contesto aziendale, inoltre, esistono elementi che potrebbero favorire l’emergere di condotte aggressive, è di vitale importanza svolgere ed aggiornare l’attività di valutazione del rischio violenze, in modo da individuare per tempo alcuni campanelli di allarme ed individuare soluzioni efficaci ai problemi.
E’ fondamentale, poi, fornire a manager e dipendenti gli strumenti adeguati per esprimere il disaccordo o il feedback negativo in modo assertivo, senza scivolare nell'aggressività verbale o nella colpevolizzazione, attraverso percorsi di formazione mirati che possano sviluppare le capacità di comunicazione e di ascolto delle persone.
Infine, un’ulteriore azione consiste nell’implementare sistemi di segnalazione e sportelli di ascolto, dove i dipendenti possano segnalare dinamiche inappropriate senza temere che la propria carriera venga compromessa.
Per favorire team di successo, dunque, è essenziale contrastare ogni fenomeno di aggressività verbale, creando un ambiente in cui le persone possono mostrarsi senza paura nella loro autenticità. Questo è il modo più efficace per sbloccare il vero potenziale collettivo e trasformare un gruppo di lavoro in un team ad altissimo rendimento.