Intelligenza Artificiale tra AI ACT e GDPR

L'intelligenza artificiale sta entrando sempre più frequentemente nei processi aziendali: gestione delle risorse umane, assistenza clienti, marketing, analisi documentale, valutazione del rischio e supporto decisionale.

Tuttavia, l'adozione di strumenti di IA non rappresenta soltanto una scelta tecnologica. Per molte organizzazioni costituisce anche un tema di conformità normativa che coinvolge direttamente il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il nuovo Regolamento europeo sull'Intelligenza Artificiale (AI Act).

I dati personali restano il principale fattore di rischio

I sistemi di IA si basano sull'elaborazione di grandi quantità di informazioni e, molto spesso, trattano dati personali direttamente o indirettamente riconducibili a persone fisiche. Possono essere coinvolti dati identificativi, dati relativi alla localizzazione, informazioni economiche, dati biometrici, dati sanitari o appartenenti a categorie particolari di dati previste dal GDPR.

Le aziende devono quindi verificare con attenzione:

  • quali dati vengono inseriti nei sistemi di IA;
  • dove tali dati vengono conservati;
  • chi può accedervi;
  • se i dati vengono utilizzati per addestrare ulteriormente il modello;
  • se sono previsti trasferimenti verso Paesi extra UE.

L'utilizzo inconsapevole di informazioni personali all'interno di piattaforme di IA generativa rappresenta oggi uno dei rischi più frequenti riscontrati nelle organizzazioni.

Attenzione ai processi decisionali automatizzati

Uno degli aspetti più delicati riguarda l'uso di sistemi di IA per prendere decisioni che incidono sulle persone.  Il GDPR riconosce all'interessato il diritto di non essere sottoposto a decisioni basate esclusivamente su trattamenti automatizzati quando producono effetti giuridici o incidono significativamente sulla persona interessata.

Particolare cautela è quindi richiesta nei processi relativi a:

  • selezione e valutazione del personale;
  • attribuzione di premi o benefit;
  • profilazione commerciale;
  • concessione di servizi o condizioni contrattuali;
  • valutazioni di affidabilità e scoring.

In questi casi deve essere garantita una supervisione umana effettiva e non meramente formale.

AI Act: non tutte le applicazioni di IA sono uguali

L'AI Act introduce una classificazione dei sistemi di IA basata sul livello di rischio. Alcuni utilizzi sono vietati, altri sono sottoposti a specifici obblighi di conformità. Particolare attenzione deve essere prestata alle applicazioni utilizzate in ambiti quali:

  • gestione del personale;
  • reclutamento e selezione;
  • servizi finanziari;
  • infrastrutture critiche;
  • sanità;
  • istruzione.

In tali contesti il sistema può essere classificato come "ad alto rischio" e richiedere misure aggiuntive di controllo, documentazione, tracciabilità e supervisione umana.

Le verifiche che ogni azienda dovrebbe effettuare

Prima di introdurre strumenti di IA nei processi aziendali è consigliabile predisporre una specifica attività di assessment che verifichi almeno i seguenti aspetti:

1.       Base giuridica del trattamento: occorre individuare chiaramente la base giuridica che legittima il trattamento dei dati personali e verificare che le finalità siano chiaramente definite e documentate.

2.       Informative privacy aggiornate: gli interessati devono essere informati in modo trasparente circa l'utilizzo di sistemi di IA, le finalità perseguite e gli eventuali processi decisionali automatizzati.

3.       Valutazione d'impatto (DPIA): quando il trattamento presenta rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati può essere necessario effettuare una Valutazione d'Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA). L'utilizzo di sistemi di IA rientra frequentemente tra i casi che richiedono questa analisi preventiva.

4.       Controllo dei fornitori: è essenziale verificare:

  • condizioni contrattuali;
  • ruoli privacy;
  • garanzie di sicurezza;
  • localizzazione dei dati;
  • utilizzo dei dati per l'addestramento dei modelli.

Molti rischi derivano infatti da piattaforme esterne utilizzate senza adeguata due diligence.

5.       Logging e monitoraggio: Per i sistemi più critici è opportuno implementare meccanismi di tracciabilità delle operazioni svolte dall'IA e delle decisioni assunte attraverso il sistema.

6.        Gestione dei bias e controlli umani: Le aziende devono verificare che il sistema non generi effetti discriminatori o risultati distorti derivanti dai dati utilizzati per l'addestramento dei modelli. La supervisione umana rappresenta una misura essenziale per ridurre tali rischi.

Privacy by Design: da principio a requisito operativo

L'integrazione dell'IA nei processi aziendali richiede oggi un approccio basato sulla "privacy by design", ossia sulla protezione dei dati fin dalla fase di progettazione. Ciò significa adottare misure concrete come:

  • minimizzazione dei dati utilizzati;
  • pseudonimizzazione o anonimizzazione ove possibile;
  • controlli sugli accessi;
  • verifiche periodiche dei modelli;
  • valutazione dei bias;
  • misure rafforzate di sicurezza informatica.

Conclusioni

L'adozione dell'intelligenza artificiale può generare importanti vantaggi competitivi, ma richiede un approccio strutturato alla governance dei dati e alla gestione del rischio normativo. Le organizzazioni che utilizzano sistemi di IA dovrebbero già oggi verificare la conformità dei propri processi rispetto al GDPR e valutare l'impatto degli obblighi introdotti dall'AI Act, predisponendo adeguate misure organizzative, tecniche e documentali.

La domanda che ogni impresa dovrebbe porsi non è se stia utilizzando l'intelligenza artificiale, ma se sia in grado di dimostrare che il suo utilizzo avviene in modo conforme, trasparente e controllato

Torna al blog