Sicurezza sul lavoro: cosa cambia per le PMI

Importanti novità in materia di sicurezza sul lavoro per le PMI son state introdotte con la Legge 34 dell'11 marzo 2026. Vediamone una sintesi.

Novità in materia di lavoro agile

Della necessità di condividere periodicamente una informativa in materia di salute e sicurezza con tutti gli smart-workers ne abbiamo parlato ampiamente in questo articolo che vi invitiamo a leggere. 

Novità sulle attrezzature di lavoro 

Viene finalmente chiarito che i carrelli elevatori (muletti), non immatricolati, che vengono utilizzati all'interno di aree aziendali, stabilimenti o magazzini o in zone non accessibili al pubblico in aree ferroviarie o portuali, non necessitano di assicurazione RCT.  Analogo discorso vale per macchine agricole usate esclusivamente all'interno di fondi o aziende agricole in spazi non accessibili al pubblico.

L'art. 71 del D.lgs81/08 viene ampliato con l'obbligo di verifica periodica su piattaforme di lavoro mobili elevabili e piattaforme di lavoro fuoristrada per operazioni in frutteto.

Modelli di Organizzazione e Formazione

Nell'ottica di introdurre delle semplificazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro per le PMI, si prevede l'adozione di procedure semplificate per l'adozione e l'efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione previsti dall'art. 30 del Testo Unico. La modifica prevede che l'INAIL elabori, entro 6 mesi, dei modelli semplificati di organizzazione e gestione della sicurezza per le PMI. 

Viene inoltre prevista la possibilità di erogare corsi di formazione ai  lavoratori anche durante periodi di Cassa Integrazione Guadagni (CIG), sia in caso di sospensione del lavoro che di riduzione dell'orario. 

Infine per quanto riguarda l'addestramento l'art 37 c. 5 è stato così modificato: "L’addestramento è effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro. L’addestramento consiste nella prova pratica per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale; include altresì l’esercitazione applicata per le procedure di lavoro in sicurezza. Gli interventi di addestramento possono essere effettuati anche mediante l’uso di moderne tecnologie di simulazione in ambiente reale o virtuale e devono essere tracciati in apposito registro, anche informatizzato"

Lotta alle false recensioni

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Infine anche se non c'entra con il tema di salute e sicurezza, riportiamo di seguito la sintesi di quanto previsto dalla norma in materia di lotta alle false recensioni. L'obiettivo è quello di rafforzare la tutela dei consumatori e garantire una concorrenza più leale tra le imprese, in particolare nei settori della ristorazione e del turismo.  

Il legislatore definisce in modo puntuale quando una recensione può considerarsi lecita. In base alla nuova normativa, il giudizio deve essere pubblicato entro trenta giorni dall’effettiva fruizione del servizio o dall’acquisto del prodotto e deve provenire esclusivamente da chi ha realmente avuto quell’esperienza. Viene quindi superata la prassi delle recensioni tardive o sganciate da un’esperienza diretta, ritenute poco attendibili e potenzialmente fuorvianti per i consumatori.

Un altro elemento centrale è il divieto espresso di recensioni incentivate. La legge stabilisce che una recensione è illecita se è stata rilasciata in cambio di sconti, omaggi, benefici economici o altre utilità, a prescindere dal fatto che il contenuto sia positivo o negativo. Viene inoltre vietata in modo esplicito la compravendita di recensioni e interazioni online, colpendo anche gli intermediari che operano nel mercato delle cosiddette fake review.

Per rafforzare l’affidabilità dei giudizi, la normativa introduce una presunzione di autenticità per le recensioni supportate da documentazione fiscale, come scontrini o fatture. È importante evidenziare che tale prova non deve essere fornita in via preventiva, ma soltanto in caso di contestazione da parte dell’impresa recensita o della piattaforma, al fine di evitare un eccessivo appesantimento per gli utenti.

Tra le novità più rilevanti figura anche il principio di attualità della recensione. Trascorsi due anni dalla pubblicazione, il giudizio perde rilevanza giuridica e può essere considerato non più lecito, consentendo all’impresa interessata di richiederne la rimozione. Questo meccanismo mira a evitare che valutazioni obsolete continuino a incidere sulla reputazione di un’attività nonostante cambiamenti organizzativi o miglioramenti intervenuti nel tempo.

Dal punto di vista operativo, la legge rafforza inoltre gli strumenti di tutela per gli esercenti, che possono segnalare alle piattaforme digitali – in qualità di hosting provider – le recensioni ritenute non conformi, secondo le procedure previste dal Digital Services Act. Le associazioni di categoria possono essere riconosciute come “segnalatori attendibili”, beneficiando di un canale privilegiato, mentre all’AGCM e all’AGCOM è affidato il compito di emanare linee guida applicative e vigilare sul rispetto della normativa, anche con poteri sanzionatori.

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