Sorveglianza sanitaria e stress lavoro correlato

Le nuove linee guida della Regione Lombardia per la gestione dello stress

Le trasformazioni del mondo del lavoro, come per esempio l’evoluzione delle tecnologie digitali, il diffondersi del lavoro da remoto, l’invecchiamento della forza lavoro, comportano una serie di rischi psicosociali emergenti, che non possono non essere considerati nella valutazione dello stress lavoro-correlato, insieme ai consueti fattori di contesto e contenuto del lavoro, richiedendo aggiornamenti metodologici per la valutazione e la gestione dei fattori di rischio stress

Questo aspetto è stato sottolineato anche a livello internazionale da organismi quali OMS, EU-OSHA, ILO, che individuano “la gestione dei rischi psicosociali come elemento chiave di sostenibilità dei sistemi di lavoro e di tutela della salute mentale”.

Seguendo tali indirizzi, anche al fine di proporre un aggiornamento a livello metodologico, Regione Lombardia ha emanato una nuova deliberazione – DGR 1° dicembre 2025 n. XII/5428, approvando il documento «Linee di indirizzo per la gestione dell’impatto sulla salute del rischio stress lavoro-correlato, elaborate integrando i documenti di indirizzo regionali, nazionali e internazionali e finalizzate alla promozione della qualità, dell’appropriatezza e dell’efficacia della sorveglianza sanitaria svolta dai medici competenti».

In tal senso, Regione Lombardia ha indicato come ambito prioritario d’intervento la prevenzione dei rischi psicosociali e del rischio stress lavoro-correlato con azioni integrate di formazione, monitoraggio e supporto tecnico ai datori di lavoro e ai medici competenti. 

In particolare, il documento si focalizza su tre direttrici principali per garantire che la gestione dello stress sia appropriata ed efficace:

1. Il ruolo centrale del medico competente: il Medico Competente non deve essere un semplice “spettatore” della valutazione dei rischi, ma diventa una figura attiva e proattiva, occupandosi di collaborare attivamente alla stesura del DVR, intercettare precocemente i "segnali sentinella" di possibili situazioni di disagio durante le visite periodiche, garantire l'appropriatezza degli accertamenti clinici specifici per i rischi psicosociali;

2. Per garantire l’efficacia del processo di valutazione, esso deve essere continuo nel tempo (non un evento isolato), coinvolgere attivamente i lavoratori e i loro rappresentanti (RLS), basato sia sui dati oggettivi (evidenced-based) sia sulle percezioni soggettive dei lavoratori.

3. Nei casi in cui lo stress abbia già prodotto effetti sulla salute del lavoratore (es. disturbi d’ansia, patologie psicosomatiche, burnout ecc.) diventa essenziale che l’azienda adotti delle misure di adattamento, come la modifica dell’organizzazione del lavoro per il singolo lavoratore, così come percorsi di rientro al lavoro per quei dipendenti che hanno svolto lunghi periodi di assenza dal lavoro dovuti a patologie legate allo stress lavorativo.

E’ evidente come le nuove linee di indirizzo della Regione Lombarda rappresentino un'evoluzione cruciale per la sicurezza sul lavoro, dove l'obiettivo non è più solo "misurare" il rischio, ma integrare la sorveglianza sanitaria con strategie di prevenzione mirate, alzando lo standard qualitativo dell'intervento del Medico Competente

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