il valore “invisibile” della gentilezza e le dinamiche di genere
Nelle organizzazioni moderne, la qualità del clima lavorativo non si misura soltanto dall'assenza di conflitti aperti o da codici disciplinari rigorosi.
C'è una risorsa più sottile e decisiva che sostiene la collaborazione quotidiana, ovvero la “cortesia organizzativa”. Essa consiste in tutti quei gesti discrezionali e non prescritti dal contratto di lavoro che mirano a prevenire gli attriti, facilitare i colleghi e mantenere un clima di rispetto e ascolto.
Quando i ritmi serrati o la distanza del lavoro digitale consumano questa risorsa, assistiamo a una progressiva erosione della cortesia organizzativa: non si tratta di violenza esplicita o di mobbing, ma della comparsa di continui "attriti comunicativi", ovvero risposte sbrigative nelle chat, interruzioni nelle riunioni, disattenzione nelle e-mail e la mancata condivisione tempestiva delle informazioni.
Analizzando i dati della ricerca su questo fenomeno, secondo il “Workplace Civility Index” della SHRM (Society for Human Resource Management), circa un lavoratore su 4 dichiara di subire regolarmente episodi di mancanza di rispetto sul luogo di lavoro, con un trend in crescita negli ambienti ad alta pressione o riorganizzati di recente.
Ma su chi impatta maggiormente questa problematica? Le ricerche indicano che le donne e le minoranze etniche segnalano con frequenza significativamente maggiore di subire “disattenzioni relazionali” (es. essere interrotte durante una presentazione o vedere la propria idea riproposta da un collega).
Quali sono gli effetti della mancanza di rispetto
Questo aspetto impatta negativamente, in primis, sulla possibilità che poi le persone vittima di questi comportamenti espongano le loro idee e i loro pensieri nei momenti di riunione, limitando l’individuazione di soluzioni innovative. In secondo luogo, aumenta la fatica emotiva e la difficoltà a staccare mentalmente dal lavoro a fine giornata, a causa dei dubbi relazionali accumulati durante le ore di lavoro.
A livello aziendale, è stato dimostrato che l’erosione prolungata del rispetto informale e la sensazione di scarsa considerazione sono tra i principali driver delle dimissioni volontarie dei dipendenti. Inoltre, il 49% dei lavoratori afferma che un ambiente caratterizzato da rispetto e garbo aumenterebbe direttamente il proprio livello di coinvolgimento nei progetti organizzativi.
E’ fondamentale, dunque, che a livello aziendale si promuova il più possibile la Cortesia Organizzativa: è necessario, in tal senso, agire sulla cultura aziendale, costruendo un clima di rispetto reciproco in modo attivo, attraverso la consapevolezza e le buone prassi organizzative.
Come promuovere la cortesia in azienda
Gli interventi utili da mettere in atto riguardano:
1. La valorizzazione dei Comportamenti di Cittadinanza Organizzativa: includere la capacità di facilitare il lavoro altrui e il rispetto nelle interazioni quotidiane tra le competenze trasversali da valutare nei processi di selezione e riconoscere a livello aziendale.
2. La definizione di standard di comunicazione per il lavoro agile: esplicitare norme condivise di cortesia anche nei canali digitali (es. uso attento dei toni in chat, tempi ragionevoli di risposta, rispetto degli orari e tutela del diritto alla disconnessione).
3. La misurazione del livello di “sicurezza psicologica” percepito nelle indagini di clima: monitorare regolarmente indicatori legati alla percezione di rispetto e ascolto da parte delle persone (es. “Durante le riunioni ti capita spesso di venire interrotto?” o “Senti che i tuoi contributi vengono accolti con garbo?”).
4. Il modellamento del ruolo da parte della leadership: la cortesia si trasmette anche attraverso l’imitazione. Manager che ascoltano senza interrompere, ringraziano e gestiscono i feedback critici con garbo e costruttività stabiliscono la norma relazionale per l'intero gruppo di lavoro.
In un contesto lavorativo sempre più veloce e digitalizzato, la cortesia organizzativa non rappresenta, dunque, un banale richiamo al galateo, ma un'infrastruttura relazionale indispensabile per la sostenibilità aziendale. Preservare il garbo e l'ascolto reciproco è, inoltre, una leva fondamentale di Diversity, Equity & Inclusion perché permette di garantire una reale sicurezza psicologica, soprattutto per le lavoratrici e le minoranze.
Investire sulla qualità delle interazioni quotidiane e sul rispetto informale costituisce oggi, allora, una delle scelte organizzative più lungimiranti, per proteggere la salute mentale dei lavoratori da un lato e garantire l'innovazione nel lungo termine dall’altro.